Dare la possibilità a tutti di vedere la stessa gamma cromatica è una forma di inclusione.
Su questo si basa il programma itinerante di EnChroma, mirato a far sperimentare al pubblico dei musei le nuove lenti per daltonici. Se i musei del XXI Secolo sono concepiti non solo per contenere ed esporre arte, ma per essere luoghi di accoglienza, inclusione, divulgazione culturale e aggregazione sociale, è giusto che il tentativo di renderli accessibili a tutti sia in continuo miglioramento. L’ultimo caso viene dall’America, dove l’azienda EnChroma – produttrice di tecnologie per lenti all’avanguardia – ha messo a punto un nuovo modello di visore capace di restituire a chi è affetto da daltonismo tutta la gamma di colori finora carente. Quale luogo poteva essere più adatto alla sperimentazione, se non il museo? I soggetti daltonici, sebbene partano con un grosso svantaggio nella fruizione d’arte, non sono ancora annoverati nell’ADA – American with Disabilities Act. Un punto in più a favore della ricerca e dell’accessibilità.
Gli occhiali EnChroma: cosa sono
Come funziona la nuova tecnologia EnChroma? A prima vista possono sembrare comuni occhiali dalle lenti colorate, ma in realtà sono dotati di filtri ottici “che rimuovono le lunghezze d’onda della luce in cui i coni rosso e verde hanno una sovrapposizione eccessiva”: in altre parole, vanno a regolare la percezione della tricromia – rosso, verde e blu – nei soggetti che non riescono a vedere correttamente tutti i livelli di colore. La presentazione degli esiti della ricerca al pubblico dei centri culturali è stata un esito naturale per l’azienda. “Con gli occhiali EnChroma, possiamo condividere la speranza di O’Keeffe di trasmettere la grandezza e la meraviglia del mondo a tutti”, ha commentato Katrina Stacy, Curatrice interna al Museo Georgia O’Keeffe di Santa Fe, una tappa in cui il progetto è stato accolto con particolare entusiasmo. Il daltonismo – analizzato per la prima volta nel 1974 dallo scienziato John Dalton, da cui prende il nome – è un disturbo che si eredita geneticamente. Si stima che nel mondo esistano 300 milioni di daltonici, in gran parte maschi (il 7-8%, mentre le femmine sono tra lo 0,4 e lo 0,5). La sua diagnosi solitamente si ottiene attraverso il test di Ishihara, attraverso il quale si risale ai colori che non possono essere percepiti dai soggetti malati. EnChroma mette a disposizione sul suo sito un veloce test disponibile qui.
Gli occhiali EnChroma nei musei
La collaborazione è avvenuta anche con il Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City, il Crystal Bridges Museum of American Art, nell’Arkansas, il Museum of Contemporary Art di Chicago e il Centraal Museum di Utrecht (al momento l’unica destinazione europea). L’ultimo evento, a dicembre 2019, si è svolto al Museum of Contemporary Art di Denver, in Colorado: molti soggetti affetti da daltonismo, hanno potuto fare l’esperienza, per la prima volta nella loro vita, di vedere tutti i colori delle opere esposte (le testimonianze sono state documentate e inserite nel video in alto). Determinata nella missione di rendere i centri culturali accessibili a tutti, EnChroma rende gli occhiali disponibili a prezzi ridotti per musei, centri scientifici, biblioteche e sistemi scolastici (i prezzi variano tra i 250 e i 450 dollari). Al MCA Denver, in quanto parte del programma di accessibilità dell’azienda, ne sono stati donati quattro paia, di cui due da bambino.
EnChroma 
Il sito dell’azienda dove poter acquistare gli occhiali.
Artribune
Giulia Ronchi
21 Gennaio 2020
Tutti gli articoli