Gli occhi nel mirino delle allergie

di IAPB Italia Onlus
25 Aprile 2022

Con l’arrivo della primavera gli occhi sono continuamente esposti a pollini di diverse tipologie. Comprendere cosa procura allergia aiuta a proteggersi tempestivamente e correttamente dai fastidi che possono scaturire dal contatto con gli allergeni.

L’occhio è esposto continuamente ad agenti esterni: la congiuntiva, la membrana mucosa che ricopre la superficie del bulbo oculare e la superficie esterna delle palpebre, entra direttamente in contatto con gli allergeni presenti nell’aria, siano essi pollini di diversa natura o altre sostanze.

Un occhio che presenta una reazione allergica è arrossato, pruriginoso e lacrimante e, molto spesso, richiede l’uso di colliri antinfiammatori- antistaminici per ritornare in condizioni ottimali.

Non è da escludere che, in casi più gravi, sia necessaria l’assunzione degli stessi principi attivi anche per via orale.

Inoltre, in alcuni casi di allergia acuta, il medico oculista può prescrivere dei colliri in grado di ridurre la reattività congiuntivale se somministrati in anticipo.

Fondamentale, però, è comprendere a quale tipologia di polline si è allergici. Attraverso il calendario pollinico si può comprendere in anticipo il periodo più critico per la propria allergia e agire di conseguenza.

Per affrontare al meglio la stagione primaverile, è bene seguire tre consigli fondamentali:

Indossare occhiali e proteggere le mucose all’aperto

Consultare il calendario dei pollini

NON grattarsi gli occhi anche se si prova molto prurito

Quest’ultimo punto riguarda soprattutto i bambini, che tendono a grattarsi gli occhi (eye rubbing) per affievolire il prurito allergico. È un’abitudine che va assolutamente scoraggiata poiché, non solo è poco igienica, ma provoca anche danni alla cornea.

Studi recenti hanno anche evidenziato come l’eye rubbing pediatrico possa portare ad una maggiore insorgenza di cheratocono in età adulta.

Negli ultimi anni però, l’uso costante delle mascherine protettive anti-Covid ha rivelato come in realtà esse siano delle ottime protezioni per evitare il contatto tra gli allergeni e la mucosa nasale.

La stessa cosa vale per gli occhiali, siano essi da vista o protettivi per il sole: indossandoli si crea un “filtro” che evita, per quanto possibile, il contatto degli allergeni con la cornea affievolendo in questo modo il fastidio agli occhi.

Con l’arrivo della primavera gli occhi sono continuamente esposti a pollini di diverse tipologie. Comprendere cosa procura allergia aiuta a proteggersi tempestivamente e correttamente dai fastidi che possono scaturire dal contatto con gli allergeni.

L’occhio è esposto continuamente ad agenti esterni: la congiuntiva, la membrana mucosa che ricopre la superficie del bulbo oculare e la superficie esterna delle palpebre, entra direttamente in contatto con gli allergeni presenti nell’aria, siano essi pollini di diversa natura o altre sostanze.

Un occhio che presenta una reazione allergica è arrossato, pruriginoso e lacrimante e, molto spesso, richiede l’uso di colliri antinfiammatori- antistaminici per ritornare in condizioni ottimali.

Non è da escludere che, in casi più gravi, sia necessaria l’assunzione degli stessi principi attivi anche per via orale.

Inoltre, in alcuni casi di allergia acuta, il medico oculista può prescrivere dei colliri in grado di ridurre la reattività congiuntivale se somministrati in anticipo.

Fondamentale, però, è comprendere a quale tipologia di polline si è allergici. Attraverso il calendario pollinico si può comprendere in anticipo il periodo più critico per la propria allergia e agire di conseguenza.

Per affrontare al meglio la stagione primaverile, è bene seguire tre consigli fondamentali:

Indossare occhiali e proteggere le mucose all’aperto

Consultare il calendario dei pollini

NON grattarsi gli occhi anche se si prova molto prurito

Quest’ultimo punto riguarda soprattutto i bambini, che tendono a grattarsi gli occhi (eye rubbing) per affievolire il prurito allergico. È un’abitudine che va assolutamente scoraggiata poiché, non solo è poco igienica, ma provoca anche danni alla cornea.

Studi recenti hanno anche evidenziato come l’eye rubbing pediatrico possa portare ad una maggiore insorgenza di cheratocono in età adulta.

Negli ultimi anni però, l’uso costante delle mascherine protettive anti-Covid ha rivelato come in realtà esse siano delle ottime protezioni per evitare il contatto tra gli allergeni e la mucosa nasale.

La stessa cosa vale per gli occhiali, siano essi da vista o protettivi per il sole: indossandoli si crea un “filtro” che evita, per quanto possibile, il contatto degli allergeni con la cornea affievolendo in questo modo il fastidio agli occhi.

Con l’arrivo della primavera gli occhi sono continuamente esposti a pollini di diverse tipologie. Comprendere cosa procura allergia aiuta a proteggersi tempestivamente e correttamente dai fastidi che possono scaturire dal contatto con gli allergeni.

L’occhio è esposto continuamente ad agenti esterni: la congiuntiva, la membrana mucosa che ricopre la superficie del bulbo oculare e la superficie esterna delle palpebre, entra direttamente in contatto con gli allergeni presenti nell’aria, siano essi pollini di diversa natura o altre sostanze.

Un occhio che presenta una reazione allergica è arrossato, pruriginoso e lacrimante e, molto spesso, richiede l’uso di colliri antinfiammatori- antistaminici per ritornare in condizioni ottimali.

Non è da escludere che, in casi più gravi, sia necessaria l’assunzione degli stessi principi attivi anche per via orale.

Inoltre, in alcuni casi di allergia acuta, il medico oculista può prescrivere dei colliri in grado di ridurre la reattività congiuntivale se somministrati in anticipo.

Fondamentale, però, è comprendere a quale tipologia di polline si è allergici. Attraverso il calendario pollinico si può comprendere in anticipo il periodo più critico per la propria allergia e agire di conseguenza.

Per affrontare al meglio la stagione primaverile, è bene seguire tre consigli fondamentali:

Indossare occhiali e proteggere le mucose all’aperto

Consultare il calendario dei pollini

NON grattarsi gli occhi anche se si prova molto prurito

Quest’ultimo punto riguarda soprattutto i bambini, che tendono a grattarsi gli occhi (eye rubbing) per affievolire il prurito allergico. È un’abitudine che va assolutamente scoraggiata poiché, non solo è poco igienica, ma provoca anche danni alla cornea.

Studi recenti hanno anche evidenziato come l’eye rubbing pediatrico possa portare ad una maggiore insorgenza di cheratocono in età adulta.

Negli ultimi anni però, l’uso costante delle mascherine protettive anti-Covid ha rivelato come in realtà esse siano delle ottime protezioni per evitare il contatto tra gli allergeni e la mucosa nasale.

La stessa cosa vale per gli occhiali, siano essi da vista o protettivi per il sole: indossandoli si crea un “filtro” che evita, per quanto possibile, il contatto degli allergeni con la cornea affievolendo in questo modo il fastidio agli occhi.

Con l’arrivo della primavera gli occhi sono continuamente esposti a pollini di diverse tipologie. Comprendere cosa procura allergia aiuta a proteggersi tempestivamente e correttamente dai fastidi che possono scaturire dal contatto con gli allergeni.

L’occhio è esposto continuamente ad agenti esterni: la congiuntiva, la membrana mucosa che ricopre la superficie del bulbo oculare e la superficie esterna delle palpebre, entra direttamente in contatto con gli allergeni presenti nell’aria, siano essi pollini di diversa natura o altre sostanze.

Un occhio che presenta una reazione allergica è arrossato, pruriginoso e lacrimante e, molto spesso, richiede l’uso di colliri antinfiammatori- antistaminici per ritornare in condizioni ottimali.

Non è da escludere che, in casi più gravi, sia necessaria l’assunzione degli stessi principi attivi anche per via orale.

Inoltre, in alcuni casi di allergia acuta, il medico oculista può prescrivere dei colliri in grado di ridurre la reattività congiuntivale se somministrati in anticipo.

Fondamentale, però, è comprendere a quale tipologia di polline si è allergici. Attraverso il calendario pollinico si può comprendere in anticipo il periodo più critico per la propria allergia e agire di conseguenza.

Per affrontare al meglio la stagione primaverile, è bene seguire tre consigli fondamentali:

Indossare occhiali e proteggere le mucose all’aperto

Consultare il calendario dei pollini

NON grattarsi gli occhi anche se si prova molto prurito

Quest’ultimo punto riguarda soprattutto i bambini, che tendono a grattarsi gli occhi (eye rubbing) per affievolire il prurito allergico. È un’abitudine che va assolutamente scoraggiata poiché, non solo è poco igienica, ma provoca anche danni alla cornea.

Studi recenti hanno anche evidenziato come l’eye rubbing pediatrico possa portare ad una maggiore insorgenza di cheratocono in età adulta.

Negli ultimi anni però, l’uso costante delle mascherine protettive anti-Covid ha rivelato come in realtà esse siano delle ottime protezioni per evitare il contatto tra gli allergeni e la mucosa nasale.

La stessa cosa vale per gli occhiali, siano essi da vista o protettivi per il sole: indossandoli si crea un “filtro” che evita, per quanto possibile, il contatto degli allergeni con la cornea affievolendo in questo modo il fastidio agli occhi.

Con l’arrivo della primavera gli occhi sono continuamente esposti a pollini di diverse tipologie. Comprendere cosa procura allergia aiuta a proteggersi tempestivamente e correttamente dai fastidi che possono scaturire dal contatto con gli allergeni.

L’occhio è esposto continuamente ad agenti esterni: la congiuntiva, la membrana mucosa che ricopre la superficie del bulbo oculare e la superficie esterna delle palpebre, entra direttamente in contatto con gli allergeni presenti nell’aria, siano essi pollini di diversa natura o altre sostanze.

Un occhio che presenta una reazione allergica è arrossato, pruriginoso e lacrimante e, molto spesso, richiede l’uso di colliri antinfiammatori- antistaminici per ritornare in condizioni ottimali.

Non è da escludere che, in casi più gravi, sia necessaria l’assunzione degli stessi principi attivi anche per via orale.

Inoltre, in alcuni casi di allergia acuta, il medico oculista può prescrivere dei colliri in grado di ridurre la reattività congiuntivale se somministrati in anticipo.

Fondamentale, però, è comprendere a quale tipologia di polline si è allergici. Attraverso il calendario pollinico si può comprendere in anticipo il periodo più critico per la propria allergia e agire di conseguenza.

Per affrontare al meglio la stagione primaverile, è bene seguire tre consigli fondamentali:

Indossare occhiali e proteggere le mucose all’aperto

Consultare il calendario dei pollini

NON grattarsi gli occhi anche se si prova molto prurito

Quest’ultimo punto riguarda soprattutto i bambini, che tendono a grattarsi gli occhi (eye rubbing) per affievolire il prurito allergico. È un’abitudine che va assolutamente scoraggiata poiché, non solo è poco igienica, ma provoca anche danni alla cornea.

Studi recenti hanno anche evidenziato come l’eye rubbing pediatrico possa portare ad una maggiore insorgenza di cheratocono in età adulta.

Negli ultimi anni però, l’uso costante delle mascherine protettive anti-Covid ha rivelato come in realtà esse siano delle ottime protezioni per evitare il contatto tra gli allergeni e la mucosa nasale.

La stessa cosa vale per gli occhiali, siano essi da vista o protettivi per il sole: indossandoli si crea un “filtro” che evita, per quanto possibile, il contatto degli allergeni con la cornea affievolendo in questo modo il fastidio agli occhi.

Condividi questa storia!

*Inserisci la tua email per iscriverti alla nostra newsletter.

Gli occhi nel mirino delle allergie

di IAPB Italia Onlus
25 Aprile 2022

Con l’arrivo della primavera gli occhi sono continuamente esposti a pollini di diverse tipologie. Comprendere cosa procura allergia aiuta a proteggersi tempestivamente e correttamente dai fastidi che possono scaturire dal contatto con gli allergeni.

L’occhio è esposto continuamente ad agenti esterni: la congiuntiva, la membrana mucosa che ricopre la superficie del bulbo oculare e la superficie esterna delle palpebre, entra direttamente in contatto con gli allergeni presenti nell’aria, siano essi pollini di diversa natura o altre sostanze.

Un occhio che presenta una reazione allergica è arrossato, pruriginoso e lacrimante e, molto spesso, richiede l’uso di colliri antinfiammatori- antistaminici per ritornare in condizioni ottimali.

Non è da escludere che, in casi più gravi, sia necessaria l’assunzione degli stessi principi attivi anche per via orale.

Inoltre, in alcuni casi di allergia acuta, il medico oculista può prescrivere dei colliri in grado di ridurre la reattività congiuntivale se somministrati in anticipo.

Fondamentale, però, è comprendere a quale tipologia di polline si è allergici. Attraverso il calendario pollinico si può comprendere in anticipo il periodo più critico per la propria allergia e agire di conseguenza.

Per affrontare al meglio la stagione primaverile, è bene seguire tre consigli fondamentali:

Indossare occhiali e proteggere le mucose all’aperto

Consultare il calendario dei pollini

NON grattarsi gli occhi anche se si prova molto prurito

Quest’ultimo punto riguarda soprattutto i bambini, che tendono a grattarsi gli occhi (eye rubbing) per affievolire il prurito allergico. È un’abitudine che va assolutamente scoraggiata poiché, non solo è poco igienica, ma provoca anche danni alla cornea.

Studi recenti hanno anche evidenziato come l’eye rubbing pediatrico possa portare ad una maggiore insorgenza di cheratocono in età adulta.

Negli ultimi anni però, l’uso costante delle mascherine protettive anti-Covid ha rivelato come in realtà esse siano delle ottime protezioni per evitare il contatto tra gli allergeni e la mucosa nasale.

La stessa cosa vale per gli occhiali, siano essi da vista o protettivi per il sole: indossandoli si crea un “filtro” che evita, per quanto possibile, il contatto degli allergeni con la cornea affievolendo in questo modo il fastidio agli occhi.

Condividi su

*Inserisci la tua email per iscriverti alla newsletter.