UN CODICE DA 007

O meglio... 006

Louis Braille (Coupvray, 4 gennaio 1809 – Parigi, 6 gennaio 1852) è stato un inventore francese; ideò il codice Braille, che da lui prese il nome, utilizzato per la scrittura e la lettura dalle persone non vedenti. Suo padre, Simon-René Braille, era un sellaio; all’età di tre anni il piccolo Louis si infortunò all’occhio sinistro nell’officina paterna. A causa dell’estendersi dell’infezione perse la vista anche all’occhio destro e divenne cieco. A 10 anni vinse una borsa di studio alla Institution des Jeunes Aveugles (Istituto per giovani ciechi) a Parigi.

Si trattava di uno dei primi centri specializzati per persone non vedenti, ma le condizioni di vita non erano delle migliori. Alle persone non vedenti venivano insegnati diversi mestieri (come ad esempio impagliatore di sedie), ma venivano continuamente maltrattati dal personale. Ai ragazzi della scuola veniva insegnato a leggere con il metodo di Valentin Haüy che consisteva nel leggere attraverso il tatto i caratteri della stampa in nero, ma messi in risalto da un filo di rame posto sull’altro lato del foglio. Questo metodo però non permetteva alle persone non vedenti di scrivere.

Nel 1821 venne ispirato da una visita a scuola da parte di un militare, Charles Barbier de la Serre, che descrisse un metodo basato su dodici punti per scrivere messaggi in rilievo, metodo da lui proposto alle forze armate per i dispacci notturni. Braille inventò il metodo basato su sei punti che porta ancora il suo cognome: Braille. Il beneficio più rilevante rispetto al metodo Haüy era che permetteva sia di leggere sia di scrivere, anche se la scrittura implicava un livello di difficoltà superiore alla lettura. Il codice Braille infatti deve venire scritto sulla faccia opposta della pagina, invertendo non soltanto la disposizione dei caratteri (da destra verso sinistra) ma anche la forma dei caratteri (con collocazione dei punti speculare rispetto a quella della lettura). Più tardi ideò un’estensione del metodo per la matematica (Nemeth Braille) e per le note musicali (Codice musicale Braille).

Il Braille consiste in simboli formati da un massimo di sei punti, disposti su una matrice 3 x 2 e con ciascuna casella solitamente della grandezza di circa 3 × 2 millimetri o più. Tali punti possono essere impressi con un punteruolo su fogli di carta spessa o di plastica, oppure essere riprodotti a rilievo su superfici plastiche o metalliche. I caratteri di questo sistema segno-grafico possono anche essere riprodotti mediante una macchina detta “dattilobraille“. Questa macchina è formata principalmente da sei tasti per cui ogni tasto imprime un punto sulla carta più il tasto spazio per separare le varie parole.

Nel 1827 Louis divenne professore presso lo stesso istituto dove si era formato. Braille morì nel 1852, a Coupvray, di tubercolosi. Dal 1952 è sepolto presso il Pantheon a Parigi.

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Louis Braille (Coupvray, 4 gennaio 1809 – Parigi, 6 gennaio 1852) è stato un inventore francese; ideò il codice Braille, che da lui prese il nome, utilizzato per la scrittura e la lettura dalle persone non vedenti. Suo padre, Simon-René Braille, era un sellaio; all’età di tre anni il piccolo Louis si infortunò all’occhio sinistro nell’officina paterna. A causa dell’estendersi dell’infezione perse la vista anche all’occhio destro e divenne cieco. A 10 anni vinse una borsa di studio alla Institution des Jeunes Aveugles (Istituto per giovani ciechi) a Parigi.

Si trattava di uno dei primi centri specializzati per persone non vedenti, ma le condizioni di vita non erano delle migliori. Alle persone non vedenti venivano insegnati diversi mestieri (come ad esempio impagliatore di sedie), ma venivano continuamente maltrattati dal personale. Ai ragazzi della scuola veniva insegnato a leggere con il metodo di Valentin Haüy che consisteva nel leggere attraverso il tatto i caratteri della stampa in nero, ma messi in risalto da un filo di rame posto sull’altro lato del foglio. Questo metodo però non permetteva alle persone non vedenti di scrivere.

Nel 1821 venne ispirato da una visita a scuola da parte di un militare, Charles Barbier de la Serre, che descrisse un metodo basato su dodici punti per scrivere messaggi in rilievo, metodo da lui proposto alle forze armate per i dispacci notturni. Braille inventò il metodo basato su sei punti che porta ancora il suo cognome: Braille. Il beneficio più rilevante rispetto al metodo Haüy era che permetteva sia di leggere sia di scrivere, anche se la scrittura implicava un livello di difficoltà superiore alla lettura. Il codice Braille infatti deve venire scritto sulla faccia opposta della pagina, invertendo non soltanto la disposizione dei caratteri (da destra verso sinistra) ma anche la forma dei caratteri (con collocazione dei punti speculare rispetto a quella della lettura). Più tardi ideò un’estensione del metodo per la matematica (Nemeth Braille) e per le note musicali (Codice musicale Braille).

Il Braille consiste in simboli formati da un massimo di sei punti, disposti su una matrice 3 x 2 e con ciascuna casella solitamente della grandezza di circa 3 × 2 millimetri o più. Tali punti possono essere impressi con un punteruolo su fogli di carta spessa o di plastica, oppure essere riprodotti a rilievo su superfici plastiche o metalliche. I caratteri di questo sistema segno-grafico possono anche essere riprodotti mediante una macchina detta “dattilobraille“. Questa macchina è formata principalmente da sei tasti per cui ogni tasto imprime un punto sulla carta più il tasto spazio per separare le varie parole.

Nel 1827 Louis divenne professore presso lo stesso istituto dove si era formato. Braille morì nel 1852, a Coupvray, di tubercolosi. Dal 1952 è sepolto presso il Pantheon a Parigi.

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