
3 Dicembre 2019di Michele CorcioPresidente Cooperativa Louis Braille ONLUS
3 Dicembre 2019
di Michele Corcio
Pres. Coop. Louis Braille ONLUS
Intervenire su una tematica così stimolante e suggestiva, mi gratifica molto ed accentua di certo il mio impegno in questo particolare settore della vita associativa. Non ho competenze professionali specifiche, ma sono uno a cui piace molto viaggiare, vedere, osservare, annotare, fare lunghe passeggiate in mezzo alla natura ed in città.
Quando è possibile, utilizzo percorsi e sentieri dedicati, per i quali, da alcuni anni a questa parte, Pubbliche Amministrazioni e privati dedicano particolare attenzione, con il lodevole intento di favorire la mobilità autonoma dei disabili visivi o motori, onde permettere loro di conoscere e godere pienamente le bellezze della natura e i beni dei nostri musei, come il Museo del Territorio e il Museo di Storia Naturale di Foggia. E la Giornata Internazionale dei diritti delle persone con disabilità è l’occasione preziosa per sentirsi inclusi ed inclusivi.
Per molti anni, nell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti mi sono occupato soprattutto di integrazione scolastica ed ho coordinato la Commissione nazionale costituita all’indomani del primo Convegno sul tema “Turismo sociale, handicap e fruizione dei Beni Culturali”, svoltosi nel novembre del 1995 a San Giovanni Rotondo.
Tra le più importanti collaborazioni nelle quali la Commissione è stata coinvolta e che hanno rappresentato a mio parere un bell’esempio di concretezza del diritto per tutti a conoscere e godere dell’immenso patrimonio archeologico ed artistico del nostro Paese, mi piace ricordare quella con la “XIII Esposizione Internazionale di Preistoria” (Forlì, settembre 1996), per la realizzazione dello stand “Archeologia per tutti”: un itinerario tattile nella preistoria, con ricostruzione di ambienti e scene di vita.
Ed ancora: la collaborazione con la Fondazione Napoli ’99, per la Mostra tattile “l’Italia a portata di mano”, nell’ambito del Progetto “La scuola adotta un monumento”; una iniziativa nella quale vennero coinvolte decine e decine di scuole per la realizzazione di modelli tridimensionali dei maggiori monumenti delle diverse regioni d’Italia.
E dopo tanto insistere, anche nella provincia di Foggia si sono evidenziati altri begli esempi di accessibilità e fruibilità. Per “fruizione dei Beni Culturali ed Ambientali”, intendo l’interazione positiva che ognuno di noi riesce a stabilire con ciò che rende peculiare ed interessante quella determinata esperienza.
Ma, per interagire, bisogna conoscere e comprendere ciò di cui si fruisce; e a tale scopo è auspicabile un maggior raccordo con la Sezione Provinciale di Foggia dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e con la Società Cooperativa Sociale ONLUS Louis Braille, della quale sono Presidente, per:
– raccogliere e diffondere informazioni e materiali;
– costituire ed aggiornare periodicamente una Banca dati sulla informazione turistica e museale per i minorati della vista;
– sensibilizzare gli editori affinché nelle comuni guide turistiche vengano riportate anche informazioni di specifico interesse (Musei nei quali sia consentito toccare i reperti esposti; alberghi con accorgimenti strutturali e servizi per favorire il soggiorno dei clienti disabili; servizi di assistenza nella stazione ferroviaria e nell’aeroporto “Gino Lisa”, nel quale fervono i lavori di allungamento della pista per l’atterraggio di aerei da oltre 100 posti);
– favorire la produzione di modelli tridimensionali delle strutture architettoniche più significative, accompagnandoli con illustrazioni in rilievo della pianta, della facciata e di altri particolari ritenuti essenziali per la conoscenza, nonché con testi contenenti riferimenti di storia dell’Arte, estetici ed ogni altra notizia idonea a rendere fruibile ed interessante l’Opera per coloro che non vedono;
– ricercare la collaborazione dei licei artistici e degli istituti professionali d’Arte per la realizzazione, anche se con materiali poveri, di modelli tridimensionali dei principali monumenti della propria provincia;
– fornire consulenza alle Pubbliche Amministrazioni affinché le già esigue risorse finanziarie non vengano disperse in realizzazioni di dubbia efficacia per l’autonomia dei non vedenti e degli ipovedenti.
L’interazione positiva non può che portare al godimento (perché tale è la fruizione) di ciò che ci sta intorno: meravigliosi prodigi della natura o stupefacenti opere dell’ingegno umano. Chi manca della vista, però, è di fatto deprivato di gran parte delle informazioni sull’ambiente circostante: basti pensare all’infinita gamma dei colori, alla forma globale di elementi molto estesi, ai giochi di luci ed ombre, alla prospettiva. Tutte informazioni che giungono al cervello tramite il canale visivo; di conseguenza, chi non vede deve supplire a tali carenze attraverso la elaborazione di informazioni acquisite con gli altri sensi.
A tale scopo, meritoria è la funzione che svolgono i percorsi tattili dei musei ed i sentieri naturalistici attrezzati per disabili. Fra i musei collegati alla conoscenza del territorio e certamente fruibili dai non vedenti, cito a mo’ d’esempio il Museo delle stele daunie, presso il Castello Svevo di Manfredonia e, come detto, il Museo del Territorio e il Museo di Storia Naturale, di Foggia.
Si può fruire di un’opera d’Arte o di un ambiente naturalistico se questi risultano accessibili; privi, cioè, di quelle barriere che impediscono o limitano notevolmente l’acquisizione autonoma di informazioni ed elementi valutativi. Le normali guide turistiche sono facilmente consultabili, ricche di informazioni con didascalie e foto; più difficile, complessa e costosa è invece l’informazione per i minorati della vista: dalla trascrizione dei testi (in Braille, a caratteri ingranditi, registrati su supporto informatico), alla riproduzione di disegni a rilievo.
Colgo l’occasione per sottolineare l’importanza della leggibilità tattile dei disegni, che non devono essere pedisseque riproduzioni a rilievo, semmai con quella abbondanza di particolari gradevoli a vedersi, ma che disturbano o ne rendono impossibile il riconoscimento tattile. L’ideale, per un cieco assoluto, è visionare un modello tridimensionale del monumento da visitare: le mani comprendono le volumetrie, riconoscono la materialità, percepiscono la temperatura, esplorano la struttura, esaminano i rapporti di grandezza, scoprono i particolari e la maestosità dei monumenti e da questa analisi ne consegue la formazione dell’immagine mentale dell’opera d’Arte o del complesso architettonico che ci accingiamo a visitare.
Magnifica, in tal senso, è stata l’esperienza maturata nel 2016 con il Progetto “La strada della cultura”, promosso dalla Associazione di Promozione Sociale Mira in partenariato con la Sezione Provinciale di Foggia dell’Unione Italiana dei Ceichi e degli Ipovedenti, la Cooperativa Sociale Louis Braille e l’Istituto Comprensivo “Santa Chiara-Pascoli-Altamura”, di Foggia.
Il Progetto, finalizzato alla valorizzazione dei monumenti e siti storici della città di Foggia, ha visto la realizzazione di tavole tattili termoformate, del plastico tridimensionale del Teatro “U. Giordano” e della Cattedrale di Foggia, dell’opuscolo sulla vita e le opere di U. Giordano.
E che dire del Progetto “Cultura All Inclusion”, ideato e promosso dall’Associazione di Promozione Sociale “Il Proteo”, che ha permesso, con la collaborazione della Cooperativa Sociale Louis Braille, la realizzazione di percorsi tattilo-esperienziali al Museo di Storia Naturale, di Foggia, e l’allestimento del Museo del Braille presso la Biblioteca Provinciale Magna Capitana. Oltre mille studenti vedenti hanno vissuto l’esperienza di percorrere al buio i sentieri di una ricostruzione in piccolo della foresta e di giocare ed apprendere il codice di lettura e scrittura Braille.
Ai citati due Musei di Foggia, i non vedenti hanno la possibilità di toccare la riproduzione di ambienti di vita e di habitat naturali; conoscere i diversi animali della nostra fauna e, emozione delle emozioni, toccare la ricostruzione di un delfino e di un ambiente marino.
IL DIRITTO, per tutti, di accessibilità e fruizione, si sostanzia nella partecipazione piena alla vita della comunità.
All’Art. 27 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, leggiamo:
“Ognuno ha il diritto di partecipare liberamente alla vita culturale della comunità, al progresso scientifico ed ai frutti di tale progresso, nonché di trovare gioia nelle bellezze naturali e nelle Opere d’Arte”.
Da tale enunciazione, emergono tre importanti aspetti nei quali, a mio parere, si sostanzia il diritto a migliorare la qualità della propria vita anche attraverso la fruizione dei Beni Culturali ed Ambientali: condizioni di pari opportunità; l’adattamento strutturale ed organizzativo per favorire l’accesso delle persone disabili; la disabilità come risorsa per l’intera comunità.
Qualche annotazione sulla formazione del personale e sulla accessibilità dei Musei. La regola fondamentale nei Musei italiani, scritta a caratteri cubitali ed in tutte le lingue, è “vietato toccare”. Comprendiamo perfettamente le ragioni del divieto, ma continuiamo a non capire perché tanta rigidità nel farlo rispettare, anche nei confronti degli occasionali visitatori ciechi assoluti.
Che nel corso dell’anno alcune mani tocchino questo o quel reperto, quale irreversibile danno possono arrecarvi? Se comprendiamo il divieto per oggetti di particolare pregio e fragilità, non comprendiamo perché sia “vietato toccare” anche quando trattasi di sculture, arredi, vasi e reperti vari che nulla perdono se un cieco li apprezza con le proprie mani. Una descrizione verbale o scritta, seppure dettagliata e tecnicamente corretta, non rende ciò che è in materia.
La nostra più viva gratitudine a quelle guide che, ignorando opportunamente quel “vietato toccare”, ci fanno vivere l’emozione di una conoscenza diretta di questo o quel reperto; di questa o quell’Opera d’Arte.
L’accessibilità alle strutture museali, come a tutti noto, è ormai un aspetto non secondario del diritto, per tutti, a godere pienamente dei Beni Culturali. Nella strutturazione di un percorso, è opportuno non dimenticare che fra i due estremi, il visitatore vedente e quello cieco assoluto, vi sono tanti altri visitatori con disturbi visivi o ridotta capacità visiva: gli ipovedenti.
Assai variegata è la quantità e qualità della visione di questi e non è certo pensabile una personalizzazione dei percorsi museali; ma alcuni standard di confort ambientali debbono essere assicurati: una adeguata illuminazione a luce fredda; una cartellonistica ben in vista e con scritte in contrasto cromatico con lo sfondo; eliminazione di porte a tutto vetro trasparente, che possono ingannare l’ipovedente.
Ovviamente, per concludere, aggiungo che tali attenzioni sono utili anche per garantire a tutti, disabili e non, la conoscenza e il godimento delle bellezze di questo nostro amatissimo Paese.