Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità 2023

3 Dicembre 2023di Louis Braille ONLUS

3 Dicembre 2023
di Louis Braille ONLUS

Oggi si celebra la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità e per l’occasione riportiamo di seguito il discorso del dott. Michele Corcio, Presidente della Cooperativa Louis Braille, tenutosi lo scorso 21 novembre, in occasione dell’Inclusion Fest di Foggia, presso l’Università degli Studi di Foggia.

Percorsi inclusivi per e con disabili visivi

“Saluto il Magnifico Rettore e le altre Autorità, i Direttori di Dipartimento, Docenti e studenti presenti.

Sono onorato di intervenire subito dopo gli autorevoli saluti istituzionali e rinnovo alla Prof.ssa Giusi Toto l’apprezzamento per questa iniziativa e ringrazio per l’opportunità che mi è data, quale Presidente della Cooperativa Sociale Louis Braille e quale Responsabile del settore Istruzione dell’Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti di Foggia, di accennarvi ad alcuni percorsi inclusivi per e con disabili visivi. Lo farò con alcuni rapidi riferimenti alla storia ormai centenaria dell’istruzione dei ciechi, onde ben comprendere luci ed ombre degli odierni contesti ed obiettivi; tanto più che molti dei presenti stanno facendo un percorso formativo che li porterà ad essere insegnanti di sostegno di alunni e studenti con disabilità, tra le quali quelle visive.

Come certamente molti di voi sapranno, l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti è l’Associazione che storicamente rappresenta e tutela gli interessi morali e materiali di tutte le persone prive della vista o che hanno un residuo visivo non superiore a tre decimi, nella nuova classificazione della Legge n. 138 del 2001. Essa ha oggi la bella età di 103 anni e sin dalla sua costituzione, nell’ottobre del 1920, ha fatto della educazione e istruzione dei minorati della vista la fondamentale sua battaglia di emancipazione, significativamente sintetizzata nella forse abusata espressione “dai gradini delle chiese, alle cattedre universitarie”; ovvero, dall’elemosinare qualcosa per sopravvivere all’insegnamento dei Saperi. Un percorso iniziato ad opera del primo grande maestro dei ciechi, Augusto Romagnoli, che nel 1908, con il saggio “Dalla pietà alla scienza”, segnò il passaggio dall’approccio caritatevole a quello tiflologico e tiflopedagogico. E personalmente continuo a ritenere opportuna, nella formazione di Educatori ed Insegnanti per disabili visivi, la lettura della sua opera “Ragazzi Ciechi”, che, seppur datata perché racconta le sue esperienze con cinque bambine cieche negli anni scolastici dal 1911 al 1914, contiene molte indicazioni metodologiche e didattiche per la crescita dei fanciulli ciechi, portate a sviluppo dall’altro grande Tiflopedagogista Enrico Ceppi nelle opere “I minorati della vista”, di fine anni 70, e “Minorazione della vista e apprendimento”, del 1982.

Nel decorrere di questi cento anni (dal R.D. del 31 dicembre 1923, che sancì l’obbligo scolastico anche per i fanciulli ciechi, ad oggi), possiamo a grandi linee distinguere quattro periodi: quello delle scuole speciali, fino alla metà degli anni ’70; quello dell’inserimento scolastico, dalle Leggi n. 360 del 1976 e n. 517 del 1977 alla fine degli anni ’80; quello dell’integrazione scolastica, dalla Legge-Quadro 104 del 1992 alla fine del 2010; quello dell’inclusione scolastica di cui alle Linee- guida del 2009 e successivo Decreto Legislativo del 7 agosto 2019, n. 96 “Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità”.

INSERIMENTO: semplicemente portare dentro le classi comuni e porre accanto all’alunno normodotato chi non voleva più andare nelle scuole speciali degli istituti, lontani centinaia di chilometri dalla propria famiglia; decidendo, quindi, di affrontare ogni situazione scolastica contando esclusivamente su se stesso e sui propri poveri mezzi. E’ stato così anche per me, in quanto studente non vedente, dal 1973 al 1976 all’Istituto Magistrale “R. Caggese”, di Foggia. Poi, con gli Insegnanti specializzati dei corsi polivalenti per il sostegno, c’è stato il passaggio all’INTEGRAZIONE scolastica come obiettivo di una strategia didattica per la partecipazione e il  coinvolgimento delle persone con disabilità. E a supporto dell’integrazione scolastica dei minorati della vista, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e la Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi hanno dato vita alle Sedi territoriali dell’Istituto per la Ricerca la Formazione e la Riabilitazione ed ai Centri di Consulenza Tiflodidattica: quello di Foggia è stato attivato il 3 gennaio 2000 con la Dr.ssa Beatrice Ferrazzano.

Con il termine INCLUSIONE, ci si riferisce invece a una strategia finalizzata alla partecipazione e al coinvolgimento non solo dell’alunno/studente con disabilità, ma di tutti gli studenti, con l’obiettivo di valorizzare al meglio il potenziale di apprendimento dell’intero gruppo classe. Il valore della diversità, quindi, come occasione di crescita, data dall’interazione con una persona con disabilità o con altri tipi di disturbi che possono essere anche passeggeri. Si supera così l’idea di una normalità della didattica basata sull’omogenità di chi apprende, passando invece alla visione di classe con realtà caratterizzata da una ampia pluralità di bisogni e necessità individuali.

In tale ultimo contesto orientativo, è stata costituita in Foggia, il 22 febbraio 2013, la Cooperativa Sociale Louis Braille, così denominata per evidenziare nelle proprie finalità il legame ideale e culturale con il geniale inventore del codice di letto-scrittura tattile, che liberò i ciechi di tutto il mondo dalle catene dell’ignoranza, della dipendenza e della miseria. La Louis Braille, infatti, organizza e gestisce Servizi socio-educativi finalizzati principalmente, ma non in modo esclusivo, all’inclusione scolastica, sociale e culturale delle persone con disabilità visiva, con o senza minorazioni aggiuntive. Per le sue specifiche finalità, la Louis Braille ha da subito stabilito rapporti di continua e fattiva collaborazione con l’Ente Provincia, per organizzare ed erogare, con propri Educatori tiflologici specificamente formati ed aggiornati, Servizi di supporto scolastico e assistenza specialistica domiciliare ad alunni e studenti disabili visivi, fornendo a questi testi scolastici trascritti in Braille dopo gli opportuni adattamenti tiflologici a cura della nostra Responsabile e Vice Presidente Dr.ssa Annarita Gentile.

Con l’inclusione scolastica, quindi, si concretizza il passaggio da un approccio basato sull’integrazione dei soli alunni con disabilità, a un modello di didattica inclusiva per tutti, orientato al pieno sviluppo formativo di tutto il gruppo classe. Il Decreto Inclusione rappresenta solamente l’ultima fase di questa rivoluzione educativa, che mette al centro il valore della diversità come occasione di crescita per tutti gli alunni. Sta avvenendo così? Nutriamo qualche dubbio. La presenza di studenti disabili visivi dà l’opportunità di organizzare attività inclusive di crescita per tutti gli studenti, in ognuna delle diverse discipline. Citerò le due che sembrano essere più attrattive: la conoscenza del codice di letto-scrittura Braile e la composizione di libri tattili. Valorizzare, cioè, le diversità attraverso la scoperta delle proprie potenzialità, come quelle tattilo- cinestesiche. Apprendimenti innovativi che aiutano tutti i bambini a scoprire che la vista è sì il senso dominante, ma che esso non deve essere anche discriminante per stare bene insieme, giocare insieme e vivere esperienze comuni, a scuola e fuori.

Ho accennato a questi due esempi, per evidenziare l’importanza dell’;approccio tiflologico, cioè di una metodologia e di una didattica che non siano frutto di intuizioni o imitazioni, ma rigorose programmazioni di interventi e valutazioni. Nella conoscenza di un diverso modo di leggere e di scrivere, infatti, l’obiettivo non è quello di imparare una composizione di puntini a rilievo, ma la sperimentazione (e quindi la comprensione) delle maggiori difficoltà che il proprio compagno non vedente incontra e che deve essere affiancato per il loro superamento. Anche la composizione di libri tattili è una preziosa opportunità di formazione per tutto il gruppo classe, perché sollecita tutti gli alunni a distaccarsi dai normali schemi compositivi in cui è la vista a farla da padrona. Le mani impareranno ad esplorare, classificare e collocare i diversi materiali e le figure che dovranno andare a sostanziare il libro tattile. Un concorso di azioni di tutta la classe, che offre l’occasione di  dimostrare, senza la retorica delle parole, come ognuno di noi possa sempre fare qualcosa di positivo per l’altro.

Ma l’organizzazione e l’effettuazione di tali attività inclusive richiedono adeguate competenze, consolidata esperienza e capacità valutative, perché l’educazione alla conoscenza tattile di se stesso e della realtà circostante non venga banalizzata o, peggio ancora, sfruttata. Bisogna insegnare a saper toccare in modalità differenti: un conto è l’oggetto solido, altro un fiore; saper esplorare, saper riconoscere e leggere tattilmente i particolari. Si suole affermare che “la disabilità dell’altro è l’occasione per cambiamenti individuali e collettivi; che la diversità è una risorsa” e a noi spetta il compito di valorizzarne gli elementi che ci aiutano a crescere, migliorare noi stessi, la scuola e l’intera nostra società, la quale non può separare l’inclusione scolastica delle diversità dal riconoscimento di queste anche per l’inclusione sociale, non solo delle persone con disabilità, ma di tutte le persone in quanto persone, indipendentemente dalle loro diversità.

Concludo, ricordando che domenica 3 dicembre è la Giornata Internazionale delle persone con disabilità e sentiremo ribadire ed enfatizzare l’elenco dei loro diritti: istruzione, lavoro, accessibilità e fruibilità, assistenza, eccetera. Limitandomi a quelli per l’inclusione scolastica e sociale, credo sia opportuna anche una declinazione diversa di tali diritti: qualità e continuità dei Servizi di supporto scolastico; adeguate competenze professionali; reali opportunità di partecipazione alle dinamiche sociali; ed infine, nessuno si scandalizzi, meno attenzione alla disabilità della persona e più considerazione della persona con disabilità. Grazie.”

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